Dalle emozioni legate al latte alla realizzazione di cinque produzioni originali: il progetto promosso da Mèlia ETS e Latteria di Chiuro ha coinvolto le classi quarte e quinte della scuola primaria Gavazzeni di Talamona in un percorso che intreccia immaginazione, educazione alimentare, arte e riflessione.
Un alimento che racconta storie
Il latte non è soltanto un alimento. È memoria, relazione, cura, tradizione. Da questa idea è nato il progetto I segreti del latte: miti, leggende, sapori e ricordi, promosso dall’associazione Mèlia ETS in collaborazione con la Latteria di Chiuro e sostenuto da Fondazione Pro Valtellina, Fondazione AEM, BIM e Provincia di Sondrio, con il patrocinio del Comune di Sondrio e del Comune di Talamona.
Dopo una prima fase dedicata a esplorare il rapporto personale di bambine e bambini con il latte – attraverso ricordi, emozioni e abitudini quotidiane – il percorso si è sviluppato intorno a fiabe e racconti provenienti da tradizioni diverse, scelti per la loro capacità di parlare anche al presente. Le storie sono diventate occasioni per interrogarsi, discutere e confrontare punti di vista, scoprendo come dietro ogni racconto si nascondano domande ancora attuali.
Dalla lettura al set cinematografico
Le protagoniste e i protagonisti del progetto sono stati gli alunni di due classi quarte e due classi quinte della scuola primaria Gavazzeni di Talamona. Dopo aver analizzato le fiabe, ogni classe ha lavorato alla costruzione di una sceneggiatura, immaginando dialoghi, scene e personaggi.
Con il supporto del regista Michele Rovati, i bambini si sono poi trasformati in attori, narratori e interpreti, dando vita a quattro cortometraggi ispirati alle storie lette in classe. Le riprese sono state successivamente arricchite in fase di montaggio con scenografie digitali, ambientazioni suggestive ed elementi visivi capaci di amplificare il fascino dei racconti.
La presentazione dei filmati, avvenuta nella palestra della scuola, è stata uno dei momenti più emozionanti dell’intero percorso. Rivedersi sullo schermo, immersi in mondi fantastici costruiti insieme, ha suscitato sorpresa, entusiasmo e orgoglio. Molti bambini hanno dichiarato che rifarebbero volentieri l’esperienza, mentre le insegnanti hanno sottolineato il valore interdisciplinare del progetto, capace di integrare lettura, scrittura, espressione artistica, educazione civica e competenze relazionali.
Fiabe che fanno pensare
Le storie scelte non offrono risposte semplici, ma invitano alla riflessione.
Nel Pentolino magico, il semolino che continua a traboccare fino a invadere un intero paese porta a interrogarsi sul significato dell’abbondanza e sui rischi che possono nascere quando qualcosa, pur desiderabile, supera ogni misura.
Il burro migliore affronta invece il tema della collaborazione. Il tentativo di impossessarsi di un segreto capace di produrre burro in quantità straordinarie genera conflitti e rivalità familiari, mostrando come la condivisione sia spesso più preziosa del possesso.
Con Perrette e Il vaso di latte emerge il rapporto tra sogni e realtà. È giusto fantasticare sul futuro? Quando l’immaginazione diventa un rischio e quando, invece, rappresenta una risorsa? Domande che hanno animato il confronto tra gli studenti.
Infine, Il bicchiere di latte richiama il valore della gratitudine e della solidarietà, raccontando la forza di un gesto generoso compiuto senza attendersi nulla in cambio.
Una canzone per la Mucca d’acqua
La sorpresa finale è ancora in fase di preparazione con la Mucca d’acqua della Valtellina, trasformata dagli alunni in una canzone originale. Le quattro classi si sono divise le strofe del brano, accompagnandole con disegni realizzati durante l’anno scolastico. Il risultato è un videoclip collettivo che unisce musica, immaginazione e tradizione locale.
Un patrimonio che continua a crescere
I filmati rappresentano solo una parte del lavoro svolto. Il progetto ha infatti prodotto un kit didattico che accompagna la lettura delle fiabe con domande, attività e percorsi di approfondimento, invitando i bambini a formulare interpretazioni personali e persino a immaginare finali alternativi.
Uno spazio particolare è dedicato alle ricette a base di latte provenienti da diversi Paesi del mondo. Le preparazioni diventano occasioni per sperimentare, raccontare e costruire nuove narrazioni attraverso il disegno e le immagini. A supporto di questo lavoro, un piccolo opuscolo guida bambini e insegnanti nella costruzione delle illustrazioni delle ricette, trasformando il cibo in esperienza creativa e occasione di dialogo.
Il kit – che comprende i cortometraggi, le fiabe con i relativi percorsi di approfondimento, la canzone della Mucca d’acqua della Valtellina, le proposte di laboratorio e i materiali dedicati alle ricette – costituisce oggi un patrimonio educativo condiviso. Ciò che è nato dal lavoro delle classi della scuola primaria Gavazzeni di Talamona, è stato messo a disposizione degli studenti del Liceo scientifico Donegani e dell’Istituto Piazzi di Sondrio, già coinvolti nel progetto, e sarà poi disponibile anche a tutte le scuole della rete della Latteria di Chiuro e dell’associazione Mèlia che vorranno adottarlo, sperimentarlo e arricchirlo con nuovi contributi.
Dopo aver letto le fiabe e analizzato i temi emersi durante il percorso, i ragazzi della classe quarta a indirizzo produzione e trasformazione dell’Istituto Piazzi di Sondrio, con il loro insegnante Luca Fravolini, hanno elaborato alcune domande che invitano a riflettere su abbondanza, collaborazione, sogni, gratitudine e responsabilità.
1. Perché il latte è associato all’abbondanza?
2. Perché il latte può essere un elemento importante in periodi di carestia?
3. Per quali motivi il latte viene visto come fonte di sostentamento, e talvolta di guarigione?
4. ll latte può essere considerato come unica fonte di sopravvivenza o sono necessarie altre sostanze?
5. Per quali motivi la troppa richiesta e la troppa produzione di latte può provocare dei disastri?
Non esistono risposte giuste o sbagliate. Provate a discuterne in famiglia, a scuola o con gli amici: spesso le fiabe continuano a parlare proprio attraverso le domande che lasciano aperte.
Se desiderate condividere le vostre riflessioni, suggerire nuove interpretazioni o raccontare esperienze personali legate alle storie e al tema del latte, potete scrivere a Chiara Rossi, responsabile monitoraggio del progetto, all’indirizzo: chiararossi.cascio@gmail.com
Intanto il progetto guarda già al prossimo anno scolastico, con nuovi approfondimenti e il coinvolgimento di altre classi interessate a esplorare il valore culturale, sociale ed emotivo del cibo. Perché il latte, come hanno dimostrato queste fiabe trasformate in cinema, non racconta soltanto ciò che mangiamo: racconta le relazioni che costruiamo, i territori che abitiamo e le storie che scegliamo di condividere.
