Article written by donnetra

2 Responses

  1. Manuela Schinaia at | | Reply

    Mi sconvolge l’assunto da cui parte la genetista Prasad, per cui la maternità é vista uniamente come una “schiavitù” dalla quale la donne debba essere “liberata”…
    Un pensiero “unico” e limitato, una lettura storica della condiziane della donna assolutamente fuorviante, che ignora tutte le componenti creative, accoglienti, di unicità, che rendono il femminile e la maternità un’essenza unica.
    Attribuire alla maternità la colpa di tutte le ingiustizie sociali di cui la donna é stata ed é vittima, piuttosto che potenziare e valorizzare le caratteristiche del femminile, riconoscendole e utilizzandone tutte le innumerevoli valenze positive e creative, porta ad ipotizzare un mondo dove il livellamento, l’eliminazione dell’unicità, delle differenze, viene esaltato e preso come modello di società ideale.
    Una società senza sessualità, senza differenze, senza esperienza… Senza coscienza.

  2. paola malatesta at | | Reply

    L’ acqua è tra i 5 elementi quello che con più facilità mi da l’idea di continuità, di qualcosa di ciclico in cui ciascuno stadio alimenta l’altro. L’acqua evapora, condensa e ritorna nello stato liquido senza mai sosta. Può assumere qualsiasi forma perché, tra i 5 elementi, è quello con la possibilità di assumerne qualunque, scioglierla e trasformarla in un’altra o altrimenti rimanerne senza alcuna.
    L’acqua l’unica fra i 5 elementi che possiamo trovare in tutti gli stadi fisici della materia: liquido, solido e gassoso. Grazie a queste sue proprietà è possibile associarla a flessibilità, ricettività e rilassamento. Il filo conduttore che collega queste tre qualità è l’accoglienza. Accogliere è quello che fa una madre quando permette ad un nuovo essere di crescere all’interno del suo corpo nutrendolo, oltre che con i metaboliti assunti dall’esterno, anche con il proprio respiro.
    Per accogliere sicuramente ci vuole spazio, vuoto, ed ecco che nella mia mente nasce l’immagine di quel fluido(l’acqua), che si sposta da una parte all’altra o da uno stato all’altro (trasformandosi) generando vuoto.
    E così che nella generazione di un nuovo progetto è necessario che si crei vuoto (tempo dedicato) che viene utilizzato per coltivare e crescere un’idea. L’uomo, biologicamente, è programmato affinché la costruzione del suo essere sia soggetta a delle variabili che sono imprevedibili, e cito ad esempio l’accensione e lo spegnimento di geni in relazione a quelli che sono gli stimoli esterni a cominciare dall’utero materno (epigenetica). È già da qui che comincia il gioco delle relazioni interno esterno, nel viaggio terreno, caratterizzato dall’imprevedibilità e dalla nostra capacità di accogliere le due polarità in maniera costruttiva. Potranno quindi anche costruire un utero plasticoso , ma da quella rigidità, nel senso di fissità, non credo possa venire fuori un prodotto uomo forse qualche altra cosa!

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